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Un anno vivendo solo di e-commerce. Su francescaonline.it.

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In una Milano deserta, ieri sono entrata in una corte di via Pestalozzi, vicino al naviglio, e dentro c’era questo bellissimo mercatino d’altri tempi. Sembrava una Camden a Milano, al calduccio. Fra pezzi vintage, prodotti artigianali di pregio e qualche gioco erotico di design. Quella che vedete a lato è una delle copertine disegnate a mano da un team di creativi che realizza prodotti in carta (e non solo) in vendita sia off che online: www.kreativehouse.it (per comprare online: http://kreativehouse.bigcartel.com/), www.insekta.it.

In una Milano deserta, ieri sono entrata in una corte di via Pestalozzi, vicino al naviglio, e dentro c’era questo bellissimo mercatino d’altri tempi. Sembrava una Camden a Milano, al calduccio. Fra pezzi vintage, prodotti artigianali di pregio e qualche gioco erotico di design. Quella che vedete a lato è una delle copertine disegnate a mano da un team di creativi che realizza prodotti in carta (e non solo) in vendita sia off che online: www.kreativehouse.it (per comprare online: http://kreativehouse.bigcartel.com/), www.insekta.it.

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NO ALLE CODE NATALIZIE. REGALATEVI PIU’ RELAX E VERA PACE!

No per carità, io in centro a dicembre non ci vado, ad ammazzarmi d’insulto con automobilisti, ciclisti, pedoni, signori e signore (perché dovremmo tutti essere più buoni, ma il risultato è una folla impazzita ed irritabile che ce l’ha con chiunque si frapponga fra se stessa e l’acquisto che DEVE fare); no, per favore, all’outlet sette ore chiusa fra negozi, negozi e negozi, senza finestre né cielo, né umanità, non ci metto piede, magari svegliandomi all’alba per evitare il peggio, le code allo svincolo, oppure per salire sul pullman che ti porta nella Las Vegas degli sconti, nel deserto della campagna. No. Se già priva soffrivo enormemente certe cose, ora non le riseco più a tollerare. Io a Natale ho sempre fatto molti regali, ma poco centrati, molto cari (senza che la cosa si notasse) e che mi soddisfacevano poco. Ecco la scena: io con la schiuma alla bocca, il 24 dicembre alle sei di sera uscita dalla redazione che disperata compro oggetti su oggetti. Mangiare senza avere appetito, oppure mangiare troppo da star male. Queste le immagini che mi vengono in mento. Quest’anno, neppure a dirlo, compro tutto sul Web, e non sono di certo l’unica.  Secondo la School of Management del Politecnico di Milano, in Italia questo Natale 2010 verranno fatti su Internet 6 milioni di acquisti online per un valore di quasi 1,5 miliardi di euro.  Per Netcomm, i più gettonati i regali tecnologici (smartphone, TV nuova generazione, tablet pc e ereader) facendo segnare un +20% al settore Informatica ed Elettronica rispetto al Natale scorso. In prima fila sempre i viaggi (mete preferite da regalare, dei classici: New York, Londra e Parigi), l’abbigliamento e i libri. In particolare 1 viaggio su 10, 1 libro su 13 e 1 televisore su 15 saranno acquistati online. Bene anche le “gift card”, ovvero i buoni con diversi tagli di valore da spendere online sul sito presso cui sono stati acquistati.

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VOLARE LOW COST

Come al solito le vostre mail sono ricche di spunti interessanti, quindi… continuate a scrivermi!

Una mail di Raffaele mi dice: “Lo so che non sei un agenzia di viaggi ma, vorrei gentilmente chiederti dei consigli di siti low cost per voli in America. I miei viaggi li organizzo tramite internet, ma mi è difficile trovare dei voli economici per gli USA. Inoltre vorrei chiederti quando è  momento giusto per prenotare per luglio?”

E’ ormai qualche anno che, chi vuole/deve risparmiare si organizza i viaggi tramite Internet, senza passare da un’agenzia. In rete si trova, al solito, di tutto. A cominciare dalle compagnie aeree low cost (che spesso mettono in vendita voli a prezzi davvero stracciati), ai forum di viaggiatori che si scambiano preziosi consigli, ai siti che permettono agli utenti di dare voti e fare recensioni di alberghi e bed&breakfast.

 

Purtroppo, che io sappia, ancora non esistono vere e proprie compagnie aeree low cost per i voli intercontinentali. Sul territorio europeo (e paesi limitrofi) sono attive le ormai notissime EasyJet eRyanair, ma se si vuole andare un po’ più lontano, diventa difficile trovare un biglietto davvero economico. Il mio consiglio è quello di utilizzare uno dei più noti motori di ricerca di voli, ad esempio volagratisedreamsopodolastminute o expedia: inserite aeroporto e date di partenza e di arrivo, e il sito provvederà a fornirvi un’elenco di voli disponibili, con relativi prezzi. Prima di prenotare, però, andate sempre a controllare anche sul sito della compagnia aerea che avete scelto: a volte i prezzi sono più convenienti, a volte no, ma è sempre bene verificare. Compagnie che fanno ottimi prezzi sui voli per gli Stati Uniti sono Swisse AirAerlingusAirBerlin.

Per quanto riguarda il periodo in cui prenotare, come mi chiede Raffaele: in generale, vale la regola che prima si prenota e più si risparmia. Se proverai a prenotare un volo pochi giorni prima della partenza, ti accorgerai che anche la migliore delle compagnie low cost ti farà pagare un bel po’ di soldi. Bisogna però fare attenzione alle offerte e ai last minute: le compagnie mettono spesso in vendita biglietti a prezzi scontatissimi per un determinato periodo, oppure voli e pacchetti vacanze davvero scontati poche ore prima della partenza. In questi casi, però, bisogna avere una grande flessibilità sulle date di viaggio, ed essere sempre pronti ad afferrare la valigia e a lanciarsi verso nuove avventure…

… a proposito di valigia! Fate attenzione, quando scegliete un volo low cost, perchè spesso ilprezzo del bagaglio in stiva (così come quello dell’assicurazione, o alcune tasse) non è incluso. Al momento della prenotazione, il form da compilare sul sito vi chiederà se volete aggiungere (pagando) altre opzioni: leggete bene prima di cliccare su OK. E fatevi anche due conti: per andare tre giorni a Parigi, forse, può bastarvi il bagaglio a mano e non avete bisogno di pagare soldi in più per venti chili di vestiti in stiva.

Altri dettagli a cui prestare attenzione: gli orari di partenza e gli aeroporti. A meno che non si scelga di fare il check in online (che, solitamente, costa qualcosa in più), bisogna sempre presentarsi in aeroporto almeno un’ora e mezza prima della partenza. Spesso i voli che costano meno sono quelli che partono molto presto al mattino o molto tardi la sera, quindi è bene accertarsi di avere il modo di raggiungere l’aeroporto in tempo (o l’albergo dove alloggiare, una volta atterrati). Gli aeroporti che ospitano compagnie low cost, poi, sono solitamente un po’ lontani dal centro delle città: sono tutte informazioni che bisogna considerare quando si decide di prenotare online.

Ultimi due consigli per Raffaele – e per chi, come lui, volesse fare un viaggio negli Stati Uniti:MyUsaTuttoAmerica e UsaOnline sono ottimi portali di informazioni su viaggi in NordAmerica, mentre qui potrete trovare un elenco delle compagnie low cost che effettuano voli interni a basso prezzo.

E buon viaggio!

(via francescaonline)

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SALVIAMO LE TIGRI

Un’animalista convinta come me, non poteva non segnalare l’importante summit internazionale che si è aperto oggi, a San Pietroburgo: quello in difesa della tigre. Sì, perchè di questo meraviglioso e imponente animale restano, al mondo, solo circa 3200 esemplari. Una cifra così esigua che, secondo gli esperti, la tigre potrebbe estinguersi prestissimo, addirittura per il 2022.

La colpa, al solito, è solo di noi umani: la caccia alla tigre, per quanto vietatissima, è dura a morire, e il contrabbando della pelle e di pezzi dell’animale non accenna a cessare, ammantato com’è di superstizioni antiche. Chi pensa che le ossa di tigre garantiscano una super forza, e chi che i suoi occhi possano migliorare la vista, fino a tutte quelle persone che credono che avere una pelle di tigre come tappeto sia cosa di cui vantarsi: grazie a loro, la quantità di tigri al mondo èdiminuita di un terzo dal 1998.

Al summit partecipano tredici nazioni, quelle nel cui territorio sono ancora presenti delle tigri: Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Nepal, Tailandia, Vietnam e Russia (che ospita il meeting internazionale). Si cercherà di raggiungere un accordo che possa raddoppiare il numero di tigri nei prossimi 12 anni, salvando la specie dall’estinzione.

Sul sito del WWF è in atto una campagna alla quale chiunque può aderire, “adottando” simbolicamente un esemplare di tigre. Se, invece, avete uno stomaco forte e volete farvi un’idea più chiara dell’atroce fenomeno del bracconaggio, potete guardare questo video.

Quest’anno è l’anno della tigre: come dice il WWF, facciamo che non sia l’ultimo.

(via francescaonline)

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WEB DOLCE WEB

Correre in ufficio, scrivere al pc, girovagare per la rete, occuparsi di bipede e quadrupede… fa venire fame! E, ogni tanto, è giusto dedicarsi qualchepiccolo lusso goloso: d’altra parte, è proprio per questo che sono stati inventati i dolci.

Grazie ad Emidio, ho fatto una scoperta entusiasmante: grazie a Internet, è possibile farsi recapitare a casa nientepopodimeno che una vera Sachertorte originale. Fatevi un giro suDemel, oppure su Hotel Sacher. La delizia viennese, interamente glassata di cioccolato, vi arriverà a casa poco più di ventiquattrore dopo essere uscita dal forno. Così, non vi farete cogliere impreparati da Nanni Moretti e dai suoi adepti, e, soprattutto, potrete crogiolarvi nella bontà del cioccolato, senza dover volare fino a Vienna!

Nel malaugurato caso in cui, a qualcuno di voi, non dovesse piacere la Sachertorte, niente paura: la Rete offre possibilità per tutti i gusti del mondo.

 Per esempio, nel caso desideraste fingere di essere, per un pomeriggio, in un bar Newyorkese o nella cucina di una villa californiana, c’è il gusto americanissimo di California Bakery. Grazie ai siti Food and Foodies e MyFood potrete usufruire del servizio home delivery per ricevere in ufficio o a casa le delizie made in Usa: una tipica apple pie di Nonna Papera, o i friabili cookies con gocce di cioccolato, o, ancora, i gloriosi pancakes innaffiati di sciroppo d’acero, e molto, molto altro.

Se invece preferite restare in Italia, ma siete lontani, come me, dalla Sicilia, potete procacciarvi cassate e cannoli grazie al sito di Bar Palummo. Ho già l’acquolina in bocca! E per feste di compleanno, eventi speciali, e qualunque occasione in cui ci sia bisogno di golosità pasticcere,  c’è il fornitissimo sito  Dolceinfesta: farebbe la gioia di Filippo, e anche la mia, ovviamente.

Curiosando in rete, si trovano un sacco di siti che vendono prodotti dolciari (e non) tipici delle varie regioni d’Italia… ne avete provato qualcuno e volete consigliarmelo? Sono sempre in cerca di golose novità!

(via francescaonline)

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IL COLOSSO DEL WEB SBARCA IN ITALIA: AMAZON INVADERS

Amazon in Italia. In certi ambienti non si sta parlando d’altro. Il sito di e-commerce più cliccato del mondo sta per arrivare nel nostro Paese, forte di un fatturato di oltre i 7 miliardi e mezzo di dollari nel terzo trimestre del 2010 e di un’illimitata capacità di ribassare i prezzi, sbaragliando il mercato. Mega store virtuale non solo di cd, dvd e libri, ma anche di software, giocattoli e mobili, Amazon si è imposto in Inghilterra, Usa, Cina e Giappone con sconti fantastici e un culto per la cura del cliente, quasi maniacale ed implacabile. Sui libri virtuali, gli EBook, Amazon ha superato la vendita di cartacei e ci sono case editrici e librerie che stanno già tremando. Altre la vedono invece come una possibilità per mostrare cataloghi più ricchi e di solito meno accessibili. Domani l’annuncio ufficiale alla presenza del bocconiano dell’anno Diego Piacentini, uno degli uomini ai vertici del colosso di Jeff Bezos. Piacentini è in Amazon.com dal 2000, ricopre il ruolo di Senior Vice President ed è responsabile del settore Internazionale, che rappresenta circa il 50% del fatturato di Amazon  e di diversi settori tecnologici dell’azienda.  Membro dell’Executive Team che riporta direttamente a Jeff Bezos, in precedenza ha lavorato in Apple, fino a diventare Vice President e General Manager di Apple Computer Europe, ma poi il sogno utopistico di un certo Bezos lo ha fatto cambiare rotta e scommettere su una chimera diventata un colosso. Impegnato anche in campo sociale e umanitario, Piacentini fa parte degli advisory board di Endeavor, un’organizzazione non-profit globale che aiuta gli imprenditori nei paesi in via di sviluppo, e della Foster School of Business della University of Washington. È inoltre parte del board della Maasai Association che sostiene iniziative di formazione e sanità in Kenya. Domani l’evento tanto atteso. Forse riuscirò a conoscere personalmente Piacentini. Se mi sarò concesso gli farò una vostra domanda, ne avete una da fargli?

(via francescaonline)

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WEBOX: UNA VACANZA DENTRO UNA SCATOLA

 

Succede tutti gli anni: ti distrai per un attimo, ed è già Natale.

Per tutte le persone previdenti che già cominciano a pensare ai regali, segnalo una nuova idea proposta da Alpitour: si chiam Webox. Si tratta di una “scatola con dentro un weekend”, ci sono tipologie diversissime e per tutte le tasche. Le varianti Webox sono PassioneCittà d’ArteNaturaBenessere,GustoGolfUnesco e Famiglia, e possono comprendere diverse esperienze, e un soggiorno di un weekend presso un hotel convenzionato. Si può spendere dai 29 ai 399 €, e ci sono veramente mille possibilità diverse, dalla “fuga romantica” con il fidanzato, al trattamento rilassante in solitaria fino alla gita con tutta la famiglia al seguito.

Un’idea originale, che offre anche un’alternativa ai soliti oggetti, che magari si accumulano in casa e poi non si sa mai dove mettere. Quasi quasi, altro che regali di Natale… una Webox la regalo a me stessa, e quanto prima!

(via francescaonline)

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L’ARTE CORRE SULLA RETE

Non solo e-commerce, non solo shoppingselvaggio a ritmo di furiosissimi click. Ilmondo dell’0nline si dispiega in mille aspetti differenti, trovando il modo di diventare innovativo e utile praticamente in ogni campo.

“Nelle gallerie si è distratti dall’ambiente, dalle persone. L’elemento mondano predomina, ruba l’attenzione, oscura il fascino. Con l’opera devi starci a tu per tu. Per questo ho pensato a una galleria virtuale. Per permettersi il lusso dell’intimità“. Scrive così, nell’introduzione al suo sito, la fondatrice dellaGalleria Benassati, una galleria d’arte virtuale che propone, di volta in volta, collezioni di diversi artisti. In questo momento, per esempio, potrete gustarvi le fotografie di Sindhu Lamu, monaco buddista che interpreta la meditazione attraverso la sua macchina fotografica. Potete “girovagare” virtualmente tra le opere, e gustarvele, con anche un sottofondo musicale ad hoc.

E, a proposito di visite virtuali…

 Il sito del Sole24ore, in collaborazione con il Comune di Padova e con Haltadefinizione, offre, da questi giorni e per sei mesi, un’accuratissima visita virtuale della Cappella degli Scrovegni di Giotto: la trovate qui. Ogni più piccolo dettaglio del capolavoro di Giotto è stato catturato inaltissima risoluzione, grazie ad Haltadefinizione, società leader in questo campo a livello mondiale. Sul loro sito, potete ammirare anche altri dipinti di enorme pregio e importanza storica, quali il Cenacolo di Leonardo o la Venere di Botticelli. Grazie a questa tecnologia, è possibile ammirare fondamentali opere gratuitamente e senza muoversi da casa.

Prima che scompaiano, certo. Ancora dobbiamo riaverci dalla disastrosa catastrofe di Pompei, ma, nel frattempo, Paestum, dal 18 al 21 novembre, ospita Archeovirtual, vetrina delle tecnologie realizzate in Europa nel settore dei beni culturali organizzata dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Consiglio nazionale delle ricerche (Itabc-Cnr). Proprio in quest’ambito si parlerà di applicazioni per smartphone che permettono visite archeologiche virtuali in 3D attraverso i telefonini di nuova generazione. “Il visitatore viaggerà nel tempo, esplorando gli insediamenti della villa di Oplontis e dell’antica Cartagine”, commenta Sofia Pescarin, archeologa dell’Istituto e direttore scientifico della mostra, “si muoverà nel clamore della battaglia delle Termopili, entrerà in una tomba cinese del primo secolo a.C., prenderà parte all’assassinio del principe Francesco Ferdinando a Sarajevo, costruirà personalmente una nave con i carpentieri romani e osserverà l’applicazione dei colori di Giotto.”

Durante un workshop, inoltre, sempre ad Archeovirtual, si parlerà di VMust.net, la più grande rete di musei virtuali del mondo. Vuol dire che non usciremo più di casa, nemmeno per andare a un museo, come ogni tanto mi dice qualcuno, per punzecchiarmi?

Assolutamente no! Ci sono cose che si possono solo vedere e toccare solo con mano, opere solide, anzi, solidissime… fatte sui tombini! Da oggi fino a dicembre 2011, a Milano c’è Tombini Art: cinque street artist famosi in tutto il mondo hanno fatto diventare opere d’arte i tombini dellarete in fibra ottica Metroweb, in via Montenapoleone. L’iniziativa si intitola “Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata“, e gli artisti che ne hanno preso parte sono notissimi nel mondo dell’arte urbana, a livello internazionale: Shepard Fairey (New York), Flying Fortress (Berlino), Rendo (Milano), The London Police (Londra), Space Invader (Parigi).

La rete, dunque, fa volare l’arte virtuale lungo i suoi cavi e ci regala anche dell’arte più che concreta sui suoi tombini! Mi piace pensare che l’arte sia dappertutto, dagli schermi dei nostri pc fino a quegli angoli di strada che, troppo spesso, passano inosservati.

(via francescaonline)

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ACQUISTI ONLINE… E LE TASSE DOGANALI?

Sempre spulciando tra le vostre mail, vedo che molti di voi mi chiedono qualche informazione sulle tasse doganalilegate ai prodotti acquistati all’estero. Ebbene sì: quando si acquista online merce proveniente da un paese extracomunitario bisogna mettere in conto, oltre alle spese di spedizione (che dovrebbero sempre essere riportate sul sito su cui si effettua l’acquisto) anche letasse di sdoganamento. Di contro, sulle merci acquistate in paesi appartenenti alla Comunità Europea non dovrebbero più esserci questi dazi da pagare, a parte la canonica IVA, che però a volte è già compresa nelle spese di spedizione.

Come funzionano queste tasse di dogana? E come si pagano?

 

Le tasse di dogana sono una percentuale calcolata sul valore del prodotto o del pacco che si sta importando, e variano a seconda del paese da cui proviene la spedizione. Il calcolo si basa su una convenzione generale, in vigore in tutto il mondo, e su una più specifica, relativa alle singole nazioni: nel nostro caso, c’è quella della Comunità Europea, chiamata TARIC. Si tratta di unatabella dettagliatissima che specifica ogni categoria merceologica cui può appartenere il prodotto: si va dagli animali vivi alle opere d’arte, passando per manufatti tessili, materiali plastici, metalli e macchinari industriali. Ogni pacco che ci facciamo spedire dall’estero, passa attraverso l’Agenzia delle Dogane che, oltre a controllare che non stiamo importando nulla di illegale, o che non stiamo eccedendo i massimali stabiliti per alcuni particolari prodotti, applica la percentuale di tasse doganali sul valore dichiarato del pacco, in relazione alla categoria merceologica cui il pacco appartiene.

In realtà, chi poi ci chiederà questi soldi è lo spedizioniere: prima di lasciare il prezioso pacco nelle nostre mani, ci obbligherà a pagargli quelle spese in più di sdoganamento che lui stesso ha anticipato per noi alla dogana.

Ma come si fa a sapere prima quanto ci toccherà pagare? Qua ci si addentra in un territorio complicato, che potrebbe far passare la voglia ai più pigri. E’ giusto dire, però, che sul sito della dogana c’è tutto: è necessaria un po’ di pratica per trovare i dati che ci interessano. Quando state per fare un acquisto da un sito di e-commerce, andate sul portale AIDA e cliccate su Consultazione. Dalla pagina che vi si aprirà, potrete accedere all’elenco di tutte le categorie merceologiche previste dalla TARIC: ogni categoria e sottocategoria ha un numero che finisce per formare un codice al quale corrisponde la percentuale di imposta che verrà applicata sul vostro pacco. Cliccate sul numero corrispondente alla vostra merce e poi selezionate il paese da cui quella merce vi verrà spedita: avrete infine, alla voce “Dazio paesi terzi“, la percentuale della vostra tassa doganale.

Vi è venuto il mal di testa? Ecco, anche a me: e non sono nemmeno sicura di aver capito al cento per cento come funziona. Qua sotto, però, ecco un esempio: ho fatto una prova immaginando di comprare magliette di cotone dal sito di Thinkgeek, che spedisce dagli Stati Uniti. Se non ho sbagliato tutto, l’imposta dovrebbe essere del 12 percento.

Ovviamente potrei anche aver fatto male i miei calcoli, ma una cosa è certa: se si compra online da paesi extraeuropei, oltre alle spese di spedizione bisogna mettere in conto le tasse doganali, che potrebbero essere non poca cosa. Il mio consiglio è sempre lo stesso: l’unione fa la forza. Costituite un bel gruppetto di amici interessato a comprare dallo stesso sito, fate un unico ordine e dividetevi tutte le spese. Più sarete, più basso sarà il sovrapprezzo da aggiungere!

(via francescaonline)

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I SOCIAL PER PAOLA: QUANDO LA RETE DIVENTA DENUNCIA DI MASSA

Deve forse essere un modo per difendersi ed andare avanti, quello per cui riesci a filtrare i mali del mondo senza, ogni volta, andare in mille pezzi. Notizie brutte sul nostro Paese, sulle sorti del nostro pianeta, sulla crisi e la perdita di diritti e libertà sono diventate una nenia che perde via via voce e forza. Così ci capita di snocciolare la litania delle cose sbagliate e cattive senza prestare a quel verso di una canzone nazional popolare “gli altri siamo noi“. Si sposta via via l’epicentro, finché anche tu non ne vieni colpito: capita col cancro, un figlio che si droga, un terremoto, un alluvione, un licenziamento in tronco. Capita adesso a Paola Caruso, una collega che dopo sette anni di precariato in uno dei massimi quotidiani nazionali, non ce l’ha fatta più dopo l’ennesima corsia preferenziale (per un altro) e sta usando l’arma impropria e terribilmente pericolosa: se stessa. Sta facendo lo sciopero della fame e della sete e qui vorrei segnalarvi la sua pagina.

(via francescaonline)

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THE SOCIAL NETWORK: NON TI FAI 500 MILIONI DI AMICI SENZA FARTI QUALCHE NEMICO…

Domani esce il super atteso film su Faccia Libro. A firmarlo uno dei miei registi preferiti, David Fincher. All’anteprima capitolina è andata la mia amica di sempre Caterina D’Ambrosio. Giornalista e scrittrice, milanese di nascita, vive e lavora a Roma. Si occupa di cinema e spettacolo ma vorrebbe girare il mondo alla ricerca del posto giusto. Nell’attesa che ciò si avveri siaccontenta di Trastevere e si prende cura di suo figlio – Ulisse  – che le dà un bel da fare….

Per francescaonline ha scritto questa anticipazione. Godetevi lo spettacolo!

“Come è nata la grande comunità nella rete? Come si è sviluppata, chi sono i suoi creatori? E cosa siamo diventati tutti noi grazie a loro? Queste sono solo alcune delle domande alle quali dà una risposta The Social Network, il nuovo film targato David Fincher nelle sale dal 12 novembre, nato per raccontare il fenomeno di Facebook e del suo creatore Mark Zuckerberg. In realtà le domande che il film pone sono tante e non tutte prevedono una risposta. E non si pensi che possa interessare solo un pubblico giovanile. Facebook conta centinaia di milioni di iscritti in tutto il mondo, sulle sue pagine si consumano amori, litigi, perversioni, mitomanie, esibizionismo e lotta contro la solitudine. Gli stessi sentimenti che hanno animato sin dall’inizio l’idea dell’ex studente di Harvardrendendoli universali.

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 Girata con grande mestiere da David Fincher (lo stesso di Seven e Fight Club) il film traccia un ritratto impietoso di Zuckerberg (Jesse Eisenberg), dei suoi compagni di avventura a cominciare da un delizioso Justin Timberlakenei panni di Sean Parker l’inventore di Napster – che fu tra i primi a credere nell’idea del social network da estendere in tutto il mondo – e di Eduardo Saverin (Andrew Garfield) che ha trascinato in tribunale Mr. Facebook. E per capire il fenomeno solo qualche dato.

Nato nel 2003 come social network di nicchia ad Harvard, Facebook si è esteso ben presto ad altri college americani per poi approdare in altri continenti. Ora è diffuso in tutto il mondo. Ad oggi conta 500 milioni di iscritti: profili descritti minuziosamente, con video, immagini, frasi in bacheca, storie (vere o presunte), situazione sentimentale, e tanto altro. Un colosso da 800 milioni di dollari, e anche se i vertici lo smentiscono, non si esclude un collocamento in Borsa. A difendere l’idea (geniale) di Zuckerberg lo stesso protagonista del film.

«Non ho mai incontrato Zuckerberg» ha detto Eisenberg. «Mi sarebbe piaciuto vederlo e confrontarmi con lui. Il film ha suscitato molte reazioni sia negli Stati Uniti che all’estero. I più grandi ne hanno tratto un ammonimento sui danni che può causare internet, i più giovani hanno visto in Zuckerberg un eroe».

Un eroe che non brilla per lealtà verso gli amici, tanto da essere stato trascinato in una causa milionaria…

«Trovo che la storia di Zuckerberg sia una storia di una grande intelligenza ma allo stesso tempo di una enorme solitudine. Tanto più si ha successo tanto più si è soli. Io credo che lui abbia delle grandi difficoltà a capire le esperienze emotive e quindi a capire gli altri e se stesso. E’ proprio così: lui si è creato davvero molti nemici nel corso di questa che – comunque – io considero una avventura eccezionale. Da nerd, disadattato e senza amici, si è trasformato nel miliardario più giovane del mondo».

Immagino che anche lei si sia creato nemici a Hollywood dopo il successo di questo film.

«Io sono ebreo e quindi non ho nemici a Hollywood!  A parte gli scherzi, sì credo di essermi fatto dei nemici, fa comunque parte del gioco».

Lei non ha un profilo Facebook. Come mai?

«Quando ho girato il mio primo film sette anni fa sono andato su Google a cercare un po’ di notizie su di me, e ho trovato di tutto! Non ho nessuna intenzione di alimentare voci maligne sul mio conto».

I critici

dicono che Facebook allontani dalla realtà. E’ d’accordo?

«Non sono d’accordo. Io non ho Facebook, e quando ero più piccolo non esisteva. Però guardavo molta televisione. Tuttavia, i rapporti umani continuano ad esistere. Il ritratto di Zuckerberg che emerge dal film è quello di un ragazzo di diciannove anni  concentrato solo sul suo progetto, solitario, e con grandi ambizioni. E in nome di queste ambizioni visionarie, sacrifica il suo unico amico Eduardo Saverin».

E come ha reagito Zuckerberg dopo il film?

«Non abbiamo pensato molto alle reazioni. Però so per certo che ha affittato un’intera sala cinematografica e con un pullman ha portato tutti i suoi dipendenti a vedere il film. Alla fine hanno brindato insieme. Perché, come si dice nel film, tutto questo è fico! ».

Caterina D’Ambrosio

(via francescaonline)

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L’ECOMMERCE E GLI STIVALI DELLE SETTE LEGHE

Come si dice per i concerti, il convegno di oggi sul commercio elettronico in Italia al Politecnico di Milano era “sold out”. Sala piena per  “L’eCommerce B2c in Italia: riprende la crescita!” organizzato dall’Osservatorio eCommerce B2c School of Management del Politecnico di Milano con in collaborazione di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettroncio Italiano. Ho incontrato quell’uomo geniale di Andrea Rangone (vedi dichiarazione d’amore precedente), responsabile Oservatori ICT & Management del Politecnico, il mio maestroRoberto Liscia, presidente di Netcomm e tantissimi protagonisti della rivoluzione tecnologica che…verrà! Perché i dati sono confortanti. Ecco alcune cifre: dopo la “frenata” fatta registrare nel 2009, le vendite online nel 2010 fanno un salto in avanti del 14%, raggiungendo i 6,5 miliardi di euro e superando la soglia dell’1% sul totale vendite retail. Aumentano sia le vendite di servizi (+15%) che di prodotti (+13%). Gli acquirenti online crescono di un milione di unità in un anno diventando circa 8 milioni. L’incremento previsto nel 2010 per il mercato italiano è infatti circa doppio rispetto a quello inglese e statunitense (+8%), superiore a quello tedesco (+12%) e in linea con quello francese (+15%). Il nostro mercato cresce e diventa attrattivo anche per importanti player stranieri, tanto che, dai rumor raccolti intervistando gli operatori italiani, parrebbe imminente l’ingresso di Amazon.

(via francescaonline)

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QUANTO COSTA LA SPESA ONLINE?

Ormai sono mesi che faccio la spesa online e non metto piede in un supermercato. Riempire il carrello con un click mi ha lasciato, finora, soddisfattissima: il sistema è semplice, veloce, si risparmiano code e tempo, e le borse pienissime mi vengono consegnate direttamente a casa quando voglio io.

Alcuni di voi, però, mi hanno segnalato delle differenze di prezzo tra i prodotti acquistati online e quelli comprati direttamente al supermercato. Teoricamente, i prezzi dovrebbero rimanere invariati, dal momento che, per farsi consegnare la spesa a casa, si paga già un sovraprezzo di circa 8 euro; inoltre, è necessario che la spesa online consista in un ordine minimo di 40 euro.

Così, oggi, facendomi aiutare da Alice alias Naima, ho deciso di fare un piccolo esperimento: prima ho fatto la mia solita spesa online su Esselunga.it, segnandomi uno per uno i prodotti acquistati; dopodichè, ho mandato Alice allo stesso supermercato ad acquistare i medesimi prodotti. Com’è andata?

 

la conferma del mio ordine. clicca per ingrandire.

Diciamolo subito: le differenze di prezzo non sembrano, a prima vista, così sostanziali. Alcuni articoli hanno un costo identico (quelli a marchio Esselunga, in primis, e poi frutta e verdura), mentre altri subiscono delle variazioni di prezzo di qualche decina di centesimi.

Soprattutto, a subire delle maggiorazioni sono i prodotti per la casa o per la cura del corpo, mentre gli alimentari, più o meno, costano uguale, che li si compri da casa oppure online. Qua sotto potete vedere una tabella compilata da Alice, in cui si confrontano alcuni prezzi: evidenziati in verde quelli che non cambiano, in giallo quelli maggiorati online, in fuxia il riso che, imprevedibilmente, costa di più al supermercato.

Qual è il criterio di queste variazioni? Proverò ad indagare. In ogni caso, non me la sento di lamentarmi: la comodità di fare la spesa con un click è qualcosa cui difficilmente riuscirò a rinunciare!

Clicca sulla tabella per ingrandire l’immagine.

(via francescaonline)

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