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ACQUISTI ONLINE… E LE TASSE DOGANALI?

Sempre spulciando tra le vostre mail, vedo che molti di voi mi chiedono qualche informazione sulle tasse doganalilegate ai prodotti acquistati all’estero. Ebbene sì: quando si acquista online merce proveniente da un paese extracomunitario bisogna mettere in conto, oltre alle spese di spedizione (che dovrebbero sempre essere riportate sul sito su cui si effettua l’acquisto) anche letasse di sdoganamento. Di contro, sulle merci acquistate in paesi appartenenti alla Comunità Europea non dovrebbero più esserci questi dazi da pagare, a parte la canonica IVA, che però a volte è già compresa nelle spese di spedizione.

Come funzionano queste tasse di dogana? E come si pagano?

 

Le tasse di dogana sono una percentuale calcolata sul valore del prodotto o del pacco che si sta importando, e variano a seconda del paese da cui proviene la spedizione. Il calcolo si basa su una convenzione generale, in vigore in tutto il mondo, e su una più specifica, relativa alle singole nazioni: nel nostro caso, c’è quella della Comunità Europea, chiamata TARIC. Si tratta di unatabella dettagliatissima che specifica ogni categoria merceologica cui può appartenere il prodotto: si va dagli animali vivi alle opere d’arte, passando per manufatti tessili, materiali plastici, metalli e macchinari industriali. Ogni pacco che ci facciamo spedire dall’estero, passa attraverso l’Agenzia delle Dogane che, oltre a controllare che non stiamo importando nulla di illegale, o che non stiamo eccedendo i massimali stabiliti per alcuni particolari prodotti, applica la percentuale di tasse doganali sul valore dichiarato del pacco, in relazione alla categoria merceologica cui il pacco appartiene.

In realtà, chi poi ci chiederà questi soldi è lo spedizioniere: prima di lasciare il prezioso pacco nelle nostre mani, ci obbligherà a pagargli quelle spese in più di sdoganamento che lui stesso ha anticipato per noi alla dogana.

Ma come si fa a sapere prima quanto ci toccherà pagare? Qua ci si addentra in un territorio complicato, che potrebbe far passare la voglia ai più pigri. E’ giusto dire, però, che sul sito della dogana c’è tutto: è necessaria un po’ di pratica per trovare i dati che ci interessano. Quando state per fare un acquisto da un sito di e-commerce, andate sul portale AIDA e cliccate su Consultazione. Dalla pagina che vi si aprirà, potrete accedere all’elenco di tutte le categorie merceologiche previste dalla TARIC: ogni categoria e sottocategoria ha un numero che finisce per formare un codice al quale corrisponde la percentuale di imposta che verrà applicata sul vostro pacco. Cliccate sul numero corrispondente alla vostra merce e poi selezionate il paese da cui quella merce vi verrà spedita: avrete infine, alla voce “Dazio paesi terzi“, la percentuale della vostra tassa doganale.

Vi è venuto il mal di testa? Ecco, anche a me: e non sono nemmeno sicura di aver capito al cento per cento come funziona. Qua sotto, però, ecco un esempio: ho fatto una prova immaginando di comprare magliette di cotone dal sito di Thinkgeek, che spedisce dagli Stati Uniti. Se non ho sbagliato tutto, l’imposta dovrebbe essere del 12 percento.

Ovviamente potrei anche aver fatto male i miei calcoli, ma una cosa è certa: se si compra online da paesi extraeuropei, oltre alle spese di spedizione bisogna mettere in conto le tasse doganali, che potrebbero essere non poca cosa. Il mio consiglio è sempre lo stesso: l’unione fa la forza. Costituite un bel gruppetto di amici interessato a comprare dallo stesso sito, fate un unico ordine e dividetevi tutte le spese. Più sarete, più basso sarà il sovrapprezzo da aggiungere!

(via francescaonline)

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